SESSIONE ORDINARIA 2003

(Seconda parte)

ATTI

della decima seduta

Martedì 1° aprile 2003 - ore 10

DISCORSI PRONUNCIATI IN ITALIANO


            GUBERT. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la celebrazione del cinquantesimo anno di esistenza della Conferenza europea dei ministri dei trasporti è giustamente occasione per riflettere sull’importanza di un coordinamento europeo, e più ampio ancora, delle politiche dei trasporti e sui suoi problemi.

            Il documento all’esame punta su due problemi fondamentali: la grande quantità di vittime per incidenti relativi al traffico e il notevole carico ambientale derivante dalla grande crescita del trasporto su strada. Non si può che essere d’accordo sui suggerimenti di migliorare le misure per aumentare la sicurezza e di favorire il trasporto ferroviario laddove ciò è possibile, integrandolo anche con il trasporto marittimo a monte e con quello stradale a valle, per il servizio delle molte aree d’Europa non servite dalla ferrovia.

            Vi è tuttavia un altro punto contenuto nel progetto di risoluzione che merita, a mio avviso, una evidenziazione; si tratta dell’invito a migliorare i collegamenti con regioni isolate. L’isolamento è, ovviamente, un fatto relativo e si misura in termini di tempi e costi di trasporto. La disuguale distribuzione sul territorio dei tempi e dei costi di trasporto costituisce nella nostra società uno degli elementi più importanti della disuguaglianza economica e sociale.

            Se vogliamo porre le condizione affinché le disuguaglianze strutturali entro gli Stati europei e nell’intera Europa siano limitate per quanto possibile, e per la rete dei trasporti le possibilità sono assai ampie, dobbiamo impegnare le politiche statali ed europee a non considerare solo i volumi di traffico esistenti, ma anche le disuguaglianze nella distribuzione territoriale delle opportunità di trasporto. Tali disuguaglianze condizionano le opportunità di investimento, di scambio, e quindi anche i volumi i traffico. Questi non debbono essere considerati solo una variabile indipendente nella pianificazione dei trasporti, ma anche, a medio-lungo termine, una variabile dipendente.

            Troppo spesso a livello internazionale si celebrano le virtù della libera concorrenza, tacendo sull’incidenza su di essa dei costi e dei tempi di trasporto. Come dimostra l’economia territoriale, data una diversità di costi di produzione di un bene fra territori diversi, ogni abbassamento dei costi di trasporto fra di essi, si traduce in maggiore dominanza sul mercato del territorio che, per le più diverse ragioni, spesso storicamente determinate, produce a costi più bassi.

            Per questo tra una politica dei trasporti che favorisca selettivamente pochi assi di trasporto ed una che punti a creare un grafo dei trasporti più interconnesso, una migliore uniformità dei costi di trasporto sul territorio, è quest’ultima che, a mio avviso, va privilegiata.

            Per questo se si vuole che una politica che porti a ridurre i costi e i tempi di trasporto non aumenti la disuguaglianza economica fra territori, essa deve essere preceduta ed accompagnata da una politica di riequilibrio territoriale nell’economia.

            Servono quindi, prioritariamente, in Europa, politiche che non privilegino ancora una volta le aree centrali di pianura, ma migliorino la connessione delle aree periferiche, del sud Mediterraneo come dell’est e del nord Europa, attivando contemporaneamente politiche economiche di riduzione degli svantaggi competitivi, delle differenze di produttività fra tali aree e quelle centrali.

            Mi auguro che la Conferenza europea dei ministri dei trasporti agisca anche in tali direzioni. La ringrazio, signor Presidente (Applausi).

GABURRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ringraziare profondamente il signor Miguel Anacoreta Correia e la  Commissione per gli affari economici e lo sviluppo per l’interessante, completo e stimolante rapporto, preparato in occasione del cinquantenario della Conferenza europea dei Ministri dei trasporti, il cui impegno è stato e resta ancora oggi più importante che mai.

            Nel momento in cui l’Unione europea si prepara all’allargamento, gli sforzi della Conferenza europea dei Ministri dei trasporti per realizzare, nella Grande Europa, un sistema di trasporto integrato, efficiente, sicuro, equo sotto il profilo sociale e rispettoso dell’ambiente, è sicuramente di grandissima attualità.

            Tra gli obbiettivi della politica dei trasporti per la Grande Europa, vorrei sottolineare l’importanza strategica della eliminazione delle strozzature nelle infrastrutture ferroviarie, per le quali si sta procedendo troppo a rilento. Solo 2.800 chilometri di nuove linee ferroviarie ad alta velocità sono oggi in servizio. All’attuale ritmo dei lavori ci vorranno ancora più di vent’anni per terminare i 12.600 chilometri di ferrovia previsti dalla Commissione nel 1996.

            Questi ritardi trovano origine nelle reticenze a livello locale nei confronti della costruzione di nuove infrastrutture e nell’assenza di un approccio integrato al momento della pianificazione, della valutazione del finanziamento delle infrastrutture transfrontaliere ma anche nella riduzione dei finanziamenti pubblici, legata alla generale riduzione degli investimenti in infrastrutture di trasporto.

            Ciò nonostante, a prescindere dai ritardi accumulati da alcuni progetti, sosteniamo con convinzione la rete transeuropea che rappresenta un elemento fondamentale della competitività dell’Unione europea e  permette una migliore connessione delle regioni periferiche  ai mercati centrali. Ad esempio, nonostante le difficoltà per ultimarli nei termini previsti, i due progetti volti a realizzare collegamenti ferroviari attraverso le Alpi, come è stato ricordato dal collega tedesco, Lintner, restano progetti prioritari particolarmente importanti per contribuire, nel quadro di una politica globale dei trasporti alpini, a trasferire una parte della crescita del traffico stradale verso la ferrovia, come si afferma con forza nel rapporto.

            La Commissione propone, nella revisione degli orientamenti sulla rete, di inserire come nuovo, grande progetto un valico ferroviario nei Pirenei.

            Oltre a tale infrastruttura, i progetti nuovi o adattati rispetto a quelli esistenti che la Commissione intende inserire nella proposta sono i seguenti: in primo luogo, il treno ad alta velocità/trasporto combinato Est Europeo lungo il Danubio. Nella prospettiva dell’allargamento questo progetto potrebbe, a nostro avviso, essere esteso verso Budapest, Bucarest ed Istambul;  in secondo luogo, il progetto di radionavigazione via satellite (Galileo) che prevede una intensa fase di sviluppo fino al 2005 ed una fase di realizzazione in vista dell’entrata in servizio del 2008.

            Vanno infine riadattate le definizioni di alcuni progetti esistenti. Occorre, ad esempio, completare, come è stato ricordato dai colleghi Lintner ed altri, il progetto che comprende l’asse del Brennero, cosiddetta Monaco-Verona.

            Questa nuova linea ferroviaria ad alta velocità permetterà di ancorare più saldamente il corridoio ferroviario Nord-Sud alle grandi città e alle zone industriali della penisola italiana.

            Concludendo, la realizzazione dei corridoi europei esige dunque infrastrutture ferroviarie efficienti e quindi è fondamentale l’impegno deciso per la eliminazione delle strozzature collegate ai valichi alpini. (Applausi).