SESSIONE ORDINARIA 2003
(Seconda parte)
ATTI
della sedicesima seduta
Venerdì 4 aprile 2003 - ore 9
DISCORSI PRONUNCIATI IN ITALIANO
DE ZULUETA. Signor Presidente, voglio ringraziare la signora Papadopoulos che ha descritto in un modo molto puntuale e preciso una concreta proposta, utile per la lotta alla povertà ed allo sviluppo economico non solo nel Terzo Mondo ma anche in tutti i Paesi del Consiglio d’Europa. E’ raro – a dire il vero – che un’idea nata in quello che viene chiamato Terzo Mondo sia trasformata in una proposta di sviluppo economico nell’Occidente. L’idea del microcredito, infatti, nasce in uno dei Paesi più poveri del mondo. Fu una geniale intuizione di Mohamed Yunus, economista del Bangladesh, che aveva capito che il gruppo sociale forse più povero e marginalizzato della Terra, cioè le donne del Bangladesh, erano potenzialmente degli ottimi debitori e Mohamed Yunus, infatti, lanciò in Bangladesh quella che sembrava una proposta addirittura velleitaria, cioè di finanziare con prestiti le donne del suo Paese.
La sua intuizione - è stato dimostrato - è davvero lungimirante ed è lo stesso rapporto della signora Papadopoulos a dimostrarcelo: le donne, soprattutto quelle di quel Paese così povero, si sono dimostrate delle debitrici molto ligie ed il tasso di restituzione dei prestiti è molto superiore alla media mondiale, cioè il 95 per cento. Oggi la Grameen Bank finanzia 2 milioni 300 mila persone, di cui il 90 per cento donne, e la cifra impegnata è di 2 miliardi di dollari. Da qui abbiamo un’indicazione anche per lo sviluppo europeo: quello che poteva apparire uno strumento per lo sviluppo economico marginale, forse ai margini delle politiche nazionali, diventa uno strumento centrale tanto che nella prossima riunione del G8 questa proposta verrà posta fra gli strumenti di sviluppo, chiave a livello mondiale. Per noi in Europa questo strumento si rivolge a un settore della popolazione tra i più marginalizzati. E’ stato ricordato, di recente anche dall’Unicef, che l’Est, il Centro-Europa ed i Paesi dell’ex-economia pianificata del mondo socialista e comunista hanno vissuto una drammatica femminilizzazione della povertà. E’ proprio di fronte a questo fenomeno, cioè di un peggioramento della condizione delle donne, che la signora Papadopoulos ci suggerisce uno strumento molto concreto, uno strumento che dovrebbe favorire la coesione sociale, perché - vorrei sottolineare anche questo fatto – le donne anche nel mondo occidentale si trovano penalizzate di fronte alle proprie richieste di credito. Imprenditori donne, sia delle più piccole imprese sia di quelle più affermate, hanno difficoltà ad accedere al credito. Da qui l’utilità di questo strumento. Non solo, nel mio Paese la grande economia informale è popolata da molte donne che sono a loro volta vittime di usurai. Dunque, uno strumento preciso che si rivolge alle istituzioni finanziarie del nostro continente, chiedendo una particolare attenzione alle imprenditrici donne, è molto utile perché potrebbe permettere di tirarle fuori dall’economia informale e, soprattutto, dalla potenziale violenza dell’usura. Infine, il fatto che il rapporto verrà comunicato sia alla Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa sia alla Banca europea di sviluppo ed alla Banca mondiale ma anche all’Associazione delle banche europee potrebbe darci una importante indicazione per cambiare la mentalità del mondo della finanza nei confronti dell’imprenditoria femminile (Applausi).
GABURRO. Grazie Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero esprimere la mia gratitudine alla signora Papadopoulos e alla Commissione per questo interessante rapporto.
Lo sviluppo economico del nostro tempo ha ridotto il fenomeno della povertà ma non lo ha eliminato, né nei paesi in via di sviluppo, né nei paesi sviluppati. Accanto alle forme tradizionali si evidenziano nuove forme di povertà che riguardano in particolare i giovani in cerca di prima occupazione, gli anziani, le persone sole, e tra queste le ragazze-madri e le donne separate e divorziate. Nel contempo assistiamo ad un altro fenomeno, cioè ad una evoluzione nella struttura dell’occupazione, nel senso che si sta verificando una crescita quantitativa dei lavoratori indipendenti di fronte ad una stasi e riduzione delle occasioni di lavoro dipendente.
Pensiamo quindi alle cosiddette fasce deboli del mercato del lavoro e, tra queste, le donne. Di fronte alle difficoltà nel trovare occupazione come lavoratrici dipendenti, molte donne sono indotte ad esprimere le loro capacità e attitudini potenziali in piccole attività economiche indipendenti.
Pensiamo alle diverse forme del piccolo commercio al dettaglio, o alle esperienze di piccola produzione artigianale di servizi e di beni, di artigianato artistico, e via dicendo.
Per l’avvio, il proseguimento e la crescita di queste attività economiche è necessario disporre di capitali.
Ecco quindi l’importanza di canali di credito ad hoc, profondamente diversi rispetto alle grandi strutture bancarie, forme originali di micro-credito, nate con caratteristiche specifiche nella realtà dei diversi paesi necessarie e indispensabili per sostenere la nascita e la diffusione delle piccole attività economiche.
Vorrei accennare brevemente a tre aspetti collegabili al micro-credito.
Il primo riguarda l’usura, un fenomeno illegale di tassi di interesse superiori ai tassi di mercato, talvolta anche di molto e moltissimo, praticati da strozzini senza scrupoli, con conseguenze gravissime, non solo economiche ma soprattutto umane, sulle persone che vengono ingenuamente a trovarsi nei labirinti dell’usura, dai quali non riescono più a liberarsi.
Una seconda osservazione riguarda l’opportunità e la necessità che le giovani donne non solo nei paesi sviluppati ma anche nei paesi in via di sviluppo siano incentivate sempre più ad apprendere una professione, come condizione di crescita, di dignità e di libertà.
Infine anche da queste riflessioni sul micro-credito si conferma, ancora una volta, il grande valore umano, sociale ed anche economico della famiglia.
Penso alla famiglia riuscita e stabile, sicuramente l’istituzione base, fondamentale, da sostenere per la crescita integrale delle persone, per il reciproco sostegno e valorizzazione anche economica dei suoi componenti. Ringrazio lei, Presidente, e i colleghi per l’attenzione.