SESSIONE ORDINARIA 2003

(Quarta parte)

ATTI

della trentatreesima seduta

Giovedì 2 ottobre 2003 - ore 14

DISCORSI PRONUNCIATI IN ITALIANO


Renzo GUBERT

Signor Presidente, non posso che esprimere apprezzamento per il lavoro del collega Wodarg, per la cura posta nello specificare le diverse modalità con le quali la pratica scientifica e medica usano le cellule germinali. Lo apprezzo ancora di più perché ha saputo superare le trappole ideologiche per cui un membro del Gruppo Socialista, quando si tratta di temi inerenti la vita umana, alle sue origini o alla sua fine, non può che adottare il punta di vista eticamente relativista, permissivo, insofferente di ogni regola etica.

Appartengo, per profonda convinzione, a coloro che non vedono soluzioni di continuità nello sviluppo dell’uomo dall’inizio, con la fecondazione, alla sua nascita. Ogni distinzione di fase di sviluppo che neghi umanità ad una di esse, non ha solidi fondamenti. Il suo fondamento è infatti solo convenzionale, ma è contro la piena tutela dei diritti di ogni essere umano affidare a una convenzione il riconoscimento o meno della sua umanità.

Il rapporto che abbiamo all’esame non adotta esplicitamente la convinzione etica che fin dalla fecondazione, anche quando anziché di fronte a un unico essere umano il processo di differenziazione cellulare potrebbe portare ad una coppia di gemelli, siamo di fronte ad un essere umano al suo inizio. Esso però, per ragioni di prudenza, per i valori in gioco, per la disponibilità di alternative all’uso di embrioni a scopo di ricerca o terapeutico, propone raccomandazioni che vanno nella direzione giusta di tutela dell’embrione umano.

In un solo punto vi è, indiretta, l’ammissione che vi possono essere pratiche scientifico-mediche che prevedono l’uccisione di essere umani al loro inizio, prevedendo per esse autorizzazione. Ho proposto al riguardo un emendamento che escluda tale uccisione. E’ pur vero che in alcuni Stati tale pratiche sono ammesse senza autorizzazione, ma non mi pare che la nostra Assemblea non abbia avuto il coraggio d’invitare Stati membri a rivedere i loro ordinamenti quando essi siano lesivi di diritti umani fondamentali, come, in questo caso, quello alla vita.

La libertà di ricerca scientifica è stata l’anima del progresso tecnico e scientifico, come la libertà economica la condizione del miglioramento dei livelli di vita, ma entrambe le libertà possono rivoltarsi contro l’uomo se non sono regolate nel rispetto dei diritti umani fondamentali.

Per questo, Signor Presidente, auspico che l’Assemblea continui nel suo impegno a riguardo senza cedimenti di fronte a vecchi orientamenti ideologici che vanno superati.

Renzo GUBERT

Presidente, l’emendamento vuole eliminare una contraddizione presente nella risoluzione, perché la raccomandazione tende sostanzialmente a ostacolare l’uso di embrioni per la ricerca umana, mentre nel punto che voglio emendare dice che qualora in qualche Stato si pratichi, questa deve essere autorizzata. L’emendamento tenderebbe a dire che se non vogliamo questa sperimentazione, è meglio bloccarla e sanzionare i comportamenti opposti. Mi sembra che sarebbe più coerente con l’impianto complessivo della risoluzione.

Giuseppe GABURRO

Questo emendamento si situa nella filosofia della risoluzione e penso che possa essere utile al suo stesso intendimento generale.

Renzo GUBERT

Presidente, il Consiglio d’Europa ha paura di rivedere la legislazione, se questa legislazione non è contro i principi generali. A me sembra che ammettere una deroga ad alcuni Stati dicendo che qualora questi Stati regolino diversamente ci sia una procedura diversa, sia come dire che laddove la pena di morte è ammessa, essa sia regolata in maniera particolare anziché vietata. E’ una posizione troppo arretrata rispetto all’impianto complessivo della nostra risoluzione.